Il TAR del Lazio ha rinviato l'udienza sul ricorso del Consorzio Lucio Corda al mese di Novembre. Oggi il TAR ha riconosciuto la volontà della Regione Lazio di includere la collina dell'Infernaccio all'interno della Riserva, risulta quindi chiaro che l'area destinata alle attività di rottmazione è inclusa nella delibera. Resta tuttavia da chiarire l'aspetto relativo alle particelle catastali: ad oggi non risulta chiaro quali siano le particelle della Riserva. Il TAR del Lazio ha comunque auspicato una soluzione transattiva tra Regione-Comune ed i rottamatori.
A nostro avviso, la soluzione transattiva è l'unica vera soluzione al problema: se è vero che le attività di rottamazione non possono insistere all'interno di una riserva naturale, a 200 metri da case ed asili, è anche vero che queste attività sono necessarie alla nostra società per smaltire in maniera eco-compatibile una grossa quantità di rifiuti. Ci auguriamo quindi che presto il Comune riesca ad identificare un'area alternativa idonea alle attività di rottamazione.