Il fatto è il seguente
In località Muratella-Infernaccio, intercluso nella Riserva Naturale Regionale “Tenuta dei Massimi”, è prossima la realizzazione di un impianto integrato di rottamazione ed autodemolizione, che si estenderà su una superficie di 15,6 ettari. L'area individuata risulta distante: 60 metri dal primo fronte di Parco De Medici, 250 metri dal polo per l'infanzia in fase di realizzazione, 220 metri dal primo fronte degli edifici realizzati col Piano di Zona B38 e 550 metri dall'ospedale San Giovanni Battista.
Tale previsione risale al 1987, anno in cui il comune di Roma individua sette aree da adibire a centri raccolta polivalente per la demolizione e rottamazione tra cui il sito Infernaccio. In 21 anni si succedono una serie di atti da parte del Comune e della Regione che in sostanza confermano il sito come idoneo ad accogliere un simile impianto, classificato dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale come attività ad alto impatto ambientale, ed i rifiuti smaltiti come “speciali”, di cui una parte “tossici”. All’epoca della prima individuazione del sito, l’idoneità era motivata dalla caratteristica di campagna urbanizzata dell’area, ossia dall’assenza di nuclei insediativi umani e dal fatto che il sito in questione era pubblico.
Il quartiere oggi
Il quartiere Muratella, situato su una collina in prossimità del GRA e dell'autostrada Roma-Fiumicino, è caratterizzato dalla presenza di un'ospedale, il San Giovanni Battista, dal noto centro direzionale Parco De Medici, dalla stazione della linea ferroviaria FM1 "Muratella" e da un centro abitato di neoformazione che conta circa 7000 abitanti, di cui 3300 insediati con il Piano di Zona B38 (che si estende su 20,78 ettari) e altri 3000 circa con la Convenzione Urbanistica in base alla quale è stato realizzato il Centro Residenziale Altamira (esteso su 15,80 ettari); tra le abitazioni è attualmente in fase di realizzazione il polo all'infanzia "0-6 anni" previsto dall suddetto PdZ. Oltre le residenze sono presenti anche l'hotel Marriott con il suo centro benessere, l'hotel Ibis, il Centro Direzionale Alitalia e quello Toyota, i campi da golf dello Sheraton, il cinema Warner Village, due nuovi Resort hotel Sheraton e diversi esercizi commerciali.
A completamento del quadro delle realtà “sensibili” alla presenza dell’ impianto integrato di rottamazione, è stato approvato (Marzo del 2008) il progetto definitivo per la realizzazione di un impianto sportivo di 20.000 mq di proprietà comunale, con deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale, previsto su via della Magliana confinante con il rottamatore!
E' stato inoltre approvato a Febbraio 2007 il programma di riqualificazione urbanistica del quartiere che prevede l’intervento nel comprensorio “Muratella-Collina Azzurra” firmato dalla matita di Richard Rogers, noto come “Progetto Millenium".
Elemento di pregio-dell’area è la Riserva Naturale Regionale “Tenuta dei Massimi”, istituita nel 1997 con la Legge Regionale n.29 che si estende su un’area di oltre 800 ettari e presenta notevoli elementi di interesse vegetazionale, faunistico e paesaggistico e che aspetta dal 2003 una perimetrazione definitiva a seguito dell’approvazione del Piano di Assetto.
I cittadini fruitori della riserva e quelli utenti dell’complesso sportivo, si troverebbero a svolgere le loro attività subendo gli effetti e la rumorosità che l’impianto produrrebbe... in aggiunta a quello che già subirebbero come residenti!
Il Piano Regolatore Generale del Comune di Roma
Il Piano Regolatore Generale del Comune di Roma identifica in nell’area interclusa nella Riserva Naturale Regionale "Tenuta Dei Massimi" , un sito collinare di 15,6 ettari denominato “Infernaccio” da destinare a infrastrutture tecnologiche – sottozona impianto di autodemolizione e rottamazione. Per infrastrutture tecnologiche il PRG all’art.96 delle Norme Tecniche intende impianti come: centrali elettriche, impianti di stoccaggio del gas, piattaforme logistiche, impianti per la gestione dei rifuti, …, nonché ogni impianto o attività assimilabile alle precedenti per similarità funzionale o impatto ambientale. In sostanza: il PRG – che trova la sua ragion d’essere nella programmazione razionale ed ecosostenibile dell’uso del territorio - prevede vicino alle residenze ed intercluse in una riserva, SOLO attività ad alto impatto ambientale e a poche centinaia di metri da queste, progetti strutturanti definiti dal Piano centralità metropolitane, nella fattispecie Progetto Millenium.
In relazione alla inspiegabile ed immotivata esclusione del sito Infernaccio dalla Rete Ecologica, sono necessarie alcune considerazioni:
La rete ecologica è un sistema interconnesso di aree ad alta naturalità, e quindi funzionali alla conservazione della biodiversità; sono normalmente costituite dal sistema delle aree protette, da emergenze naturalistiche e dal sistema idrografico. La Rete ecologica strutturata dal Piano Regolatore, nell’area in questione determinerebbe un restringimento degli spazi necessari ai flussi biologici, spazi che risulterebbero strozzati tra il deposito dell’ATAC e il previsto impianto, compromettendo la funzionalità della riserva proprio nel punto in cui si innesta sull’asta del Tevere.
Con la conferenza dei servizi del 3 Marzo 2008, sono approvate le opere di urbanizzazione del progetto, propedeutiche alla realizzazione dell’impianto. Queste opere comprendono tra l'altro l'impermeabilizzazione di 15 ettari di suolo – necessaria ad evitare il percolamento dei liquidi inquinanti trattati nell’impianto - e quindi il convogliamento sia delle acque piovane che delle acque di lavorazione dell’impianto (benchè depurate) alla rete fognaria. Il risultato atteso è un peggioramento di una grave condizione di criticità dovuta ai periodici allagamenti della zona a valle della collina a seguito di banali acquazzoni, nonostante il notevole effetto drenante della collina. Il suolo infatti è definito ad alta porosità essendo composto principalmente di ghiaia e sabbia, materiali altamente drenanti che permettono all'acqua di defluire in profondità fino alla sottostante falda di rilevanza regionale posta a 22 metri che alimentava l’antico Acquedotto Torlonia. E quando la collina smetterà di svolgere la funzione di “spugna”, cosa succederà alla valle sottostante?
Il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale
Con il Piano Territoriale e Paesaggistico Regionale del 2007, la Regione Lazio documenta - proprio nell'area di costruzione del rottamatore - la presenza di aree di interesse archeologico già individuate dalla Soprintendenza Archeologica, visibili nella tavola dai punti contrassegnati con i simboli mp58_1624 (Sito preistorico, PTPR All.E5 pag. 406), mp58_1483 (Sito preistorico, PTPR All.E5 pag. 371), mp58_0428 (Area di frammenti fittili, PTPR All.E5 pag. 107), mp58_1485 (Sito preistorico, PTPR All.E5 pag. 372). Queste sono "Aree tutelate per legge, lett m) del co. 1, art 142 D.lvo 42/2004".
Il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale qualifica parte della Tenuta dei Massimi come paesaggio agrario di valore e la zona dell'Infernaccio come paesaggio naturale di continuità decrivendola quale “area di irrinunciabile protezione della Riserva”; "nel caso di continuità con il paesaggio naturale l'obiettivo è la protezione fruizione e valorizzazione del paesaggio naturale stesso" … "in tali aree possono essere realizzati infrastrutture e/o servizi strettamente necessari a garantire la fruizione dei beni e delle aree di interesse naturalistico".
Tutta l’area protetta, compreso il sito per il rottamatore, sono indivuduati come ambito di recupero e valorizzazione paesistica, in cui le uniche azioni compatibili con la conservazione dei valori espressi dai luoghi sono la tutela e valorizzazione . Cosa c'entra tutto questo col rottamatore?
Oltre a ciò la Regione nel suddetto piano individua lungo Via A. Marchetti un punto di vista panoramico verso la collina e la Riserva: "Il PTPR garantisce la salvaguardia attraverso la protezione delle aree di visuale, dei punti di vista e dei percorsi panoramici", confermando, oltre al valore ambientale e storico-archeologico, anche quello paesaggistico dell’intera zona. Ma se la collina sarà cancellata da 15 ettari di impianto, verrà meno la ragione d’essere del vincolo di salvaguardia della visuali….
L'ente di gestione dll’area protetta, Roma Natura, nel 2003 adotta Piano d’Assetto della Riserva e lo trasferisce in Regione per l’approvazione.Attualmente è al vaglio del Consiglio Regionale una versione controdedotta del suddetto Piano, che prevede di allargare i confini della Riserva fino a comprendere il sito di Infernaccio; ovviamente se questo avvenisse in tempi brevi, comporterebbe una l’adeguamento automatico della destinazione urbanistica, senza ricorrere allo strumento della variante.
E’ importante considerare che per legge i confini ufficiali delle aree protette sono quelli approvati con i Piani di Assetto e che la “nostra” Riserva attende da 5 anni di avere dei limiti definitivi e soprattutto significativi, visto che l’esclusione di parte della collina non trova alcuna giustificazione plausibile.
Il decreto legislativo 24 Giugno 2003, n. 209
I link a tutta la legislazione presente nel seguente articolo sono presenti nella sezione link esterni
La comunità europea ha stabilito una serie di norme e regole per l'inserimento degli impianti di rottamazione nell'ambiente. Eppure, in questo contesto, sembra che queste norme siano state ignorate.
Il decreto legislativo recepisce la direttiva europea 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, ed in particolare nell'allegato I (art. 6 commi 1 e 2) relativamente all'impianto di trattamento stabilisce che
Il centro di raccolta e l'impianto di trattamento non devono ricadere:
- in aree individuate nei piani di bacino, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, lettera m), della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modifiche ;
- in aree individuate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 , e successive modificazioni, fatto salvo il caso in cui la localizzazione e' consentita a seguito della valutazione di impatto ambientale o della valutazione di incidenza, effettuate ai sensi dell'articolo 5 del medesimo decreto ;
- in aree naturali protette sottoposte a misure di salvaguardia ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 , e successive modifiche;
- in aree site nelle zone di rispetto di cui all'art. 21, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.152, e successive modifiche;
- nei territori sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.490, e successive modifiche, salvo specifica autorizzazione regionale, ai sensi dell'articolo 151 del citato decreto.
Le condizioni di accettabilità dell'impianto sono valutate in base ai seguenti parametri:
- distanza dai centri abitati; a tal fine, per centro abitato si intende un insieme di edifici costituenti un raggruppamento continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili, costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada;
- presenza di beni storici, artistici, archeologici e paleontologici.
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