Riportiamo il testo estratto dal resoconto stenografico della seduta del Consiglio Regionale del Lazio n.126 dall' 11 Marzo 2009, seduta nella quale è stata approvata all'unanimità l'approvazione del piano della riserva naturale Tenuta dei Massimi che include la collina dell'Infernaccio, sito dove dovrebbe essere costruito l'impianto di rottamazione.
Nel testo sono presenti le dichiarazioni (in ordine cronologico) di Zaratti, Carapella, Maselli, Fontana, Lollobrigida, Bucci
Proposta di deliberazione consiliare n. 71 del giorno 29 agosto 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 593 del giorno 1 agosto 2008, concernente: Approvazione del piano della riserva naturale della Tenuta dei Massimi di cui all’art. 26 della L.R. 6 ottobre 1997, n. 29 “Norme in materia di aree naturali protette regionali” e successive modifiche e integrazioni
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Discussione
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto
38, reca: Proposta di deliberazione consiliare
n. 71 del giorno 29 agosto 2008, adottata
dalla Giunta regionale con deliberazione n.
593 del giorno 1 agosto 2008, concernente:
“Approvazione del piano della riserva
naturale della Tenuta dei Massimi di cui
all’art. 26 della L.R. 6 ottobre 1997, n. 29
“Norme in materia di aree naturali protette
regionali” e successive modifiche e
integrazioni”.
Il punto in oggetto viene trattato come
primo punto all’ordine del giorno. La
troverete a pagina 68 del fascicolo
aggiuntivo.
Devo comunicare all’Aula che rinviamo la
risposta alle interrogazioni del collega
Pallone. In sua assenza dovrebbero decadere,
però ieri ha informato il Presidente di una sua
necessità impellente personale, per cui le
rinvieremo alla prossima seduta.
L’assessore Zaratti introdurrà il punto 00-
quater all’ordine del giorno.
Ha chiesto di parlare l’assessore Zaratti. Ne
ha facoltà.
ZARATTI, Assessore. Signor Presidente,
intanto ringrazio i colleghi che hanno chiesto
l’anticipazione del punto relativo
all’approvazione del piano di assetto della
Tenuta dei Massimi. Faccio presente che
questo è uno dei molti piani di assetto che
stiamo approvando in quest’Aula e che è un
elemento molto importante e fortemente
innovativo del lavoro del Consiglio
regionale. Perché anche in merito alle aree
protette stiamo passando dalla fase della
istituzione delle aree protette, quindi dei
confini e delle norme di salvaguardia, alla
fase nella quale si approvano i piani di
assetto, che sono sostanzialmente i piani
regolatori dei nostri parchi, che determinano
il superamento della fase delle norme di
salvaguardia e che, invece, vanno ad
individuare sul territorio quali sono le cose
che sostanzialmente si possono fare e le cose
che non si possono assolutamente fare.
Questo dà certezza ovviamente della tutela,
della salvaguardia e della conservazione di
queste aree, perché dà certezza ai cittadini,
alle associazioni e a tutti coloro che amano
l’ambiente e quei parchi del fatto che queste
aree saranno definitivamente conservate, ma
contemporaneamente dà anche la certezza
agli operatori economici nel territorio nel
sapere quali sono le attività che sul territorio
si possono intraprendere, quali sono le
imprese che si possono mettere in campo e
quali sono le iniziative che si possono
concretizzare.
Quindi mi pare un elemento molto
importante e fondamentale per lo sviluppo
economico del nostro territorio.
In questo caso si tratta davvero di sviluppo
sostenibile e compatibile con i piani di tutela
e di conservazione che stiamo dando alle aree
protette.
Tra i molti motivi di interesse che ci sono,
oltre alla Tenuta dei Massimi, come tutte le
aree che gravitano nella realtà metropolitana
della città di Roma, ovviamente c’è anche
l’elemento del fatto che il piano di assetto ha
la potestà e la possibilità di modificare la
perimetrazione definitiva del piano d’assetto.
In questo caso inseriamo all’interno del
perimetro del parco quella zona
dell’Infernaccio, che è una zona tra le più
belle di quel particolare territorio, una zona
che si è conservata sostanzialmente illesa e
sulla quale era prevista la localizzazione di
impianti di rottamazione.
La localizzazione di questi impianti di
rottamazione era stata realizzata quando in
realtà esisteva un altro tessuto urbano in quel
territorio, perché intanto la città è cresciuta
intorno a quell’appezzamento di terreno,
l’Infernaccio, appunto, tanto da circondarlo.
Ora, posizionare un intervento di
rottamatore all’interno di quel territorio
sarebbe assolutamente un omicidio per il
territorio stesso, e sarebbe una cosa molto
grave anche per i quartieri che intanto sono
cresciuti intorno a quell’area, che proprio
nell’Infernaccio trovano invece un respiro
fondamentale e determinante.
Mi pare che ci sia un’opinione concordante
sul fatto che è necessario che i rottamatori
trovino altra collocazione nel territorio del
Comune di Roma, il Comune di Roma
penserà a trovare e a definire quest’area,
certo l’area dell’Infernaccio deve essere
definitivamente tutelata e salvaguardata, e io
credo che questo sia un obiettivo molto
importante.
Con l’approvazione del piano di assetto
della Tenuta dei Massimi, l’Infernaccio viene
inserito all’interno del perimetro del parco
della Tenuta dei Massimi. Credo che questo
sia un obiettivo molto importante, una cosa
significativa che ci fa fare un passo in avanti
notevolissimo.
Ovviamente poi dobbiamo fare in modo
che l’Infernaccio, quell’area, siano fruite e
fruibili da parte dei cittadini, ma, insomma,
secondo me stiamo dando una risposta in
questo modo importante a quel quadrante
della città che ha bisogno di aria, di ossigeno,
di verde.
Grazie per l’anticipazione del punto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carapella. Ne ha facoltà.
CARAPELLA (Pd-U). Signor Presidente,
vorrei esprimere, a nome mio personale e del
gruppo, il voto positivo a questa delibera, una
delibera che trovo estremamente importante e
significativa.
Devo dire che mi fa molto piacere, è una
soddisfazione, assessore Zaratti, perché ho
avuto la fortuna di approvare in
Commissione consiliare ambiente al
Comune, nell’anno in cui ne fui Presidente, il
piano di assetto della Tenuta dei Massimi
all’atto dell’adozione.
Quindi che si arrivi oggi, dopo un po’ di
anni e dopo un lavoro importante che ha fatto
la Regione, grazie al lavoro che i suoi uffici,
che voglio ringraziare, hanno portato avanti
insieme a RomaNatura, all’approvazione
definitiva del piano di assetto, è un fatto
importante.
La Tenuta dei Massimi rappresenta un
pezzo molto bello della campagna romana,
rappresenta un residuo dell’agro romano, lo
dico anche ai colleghi che come il collega
Fontana hanno firmato e messo in campo una
proposta di legge - che invito tutti i colleghi
che non lo hanno ancora fatto, a sottoscrivere
- per la tutela più complessiva dell’agro
romano nella sua valenza storico-
documentaria, ambientale, economico-
produttiva e paesaggistica.
La Tenuta dei Massimi sta dentro già le
aree naturali protette, il piano di assetto è un
piano importante, ci sono valenze importanti
dal punto di vista agricolo, dal punto di vista
produttivo, dal punto di vista anche storico-
culturale.
Insieme alla Valle dei Casali è un
ecosistema in contiguità, che costituisce nel
quadrante ovest della città una risposta
rispetto anche ad un rischio di perdita di
alcune caratteristiche del paesaggio tipico
romano.
Dentro questa vicenda, che quindi si
conclude positivamente, c’è una discussione
che noi facemmo già nel 2001, che è quella
di una vecchia previsione del piano
regolatore del ‘62, relativa all’area
dell’Infernaccio, su cui storicamente,
siccome era un’area pubblica ed era destinata
a servizi generali, nel corso dei decenni si
sono sovrapposte tutte le previsioni, dal
cimitero al canile, agli impianti per la
rottamazione, eccetera.
Ora, io penso che sia merito dei cittadini
che oggi abitano i due quartieri di Muratella,
sia il quartiere costruito sulla base della
convenzione Alitalia, approvato nel 2000, sia
del quartiere di edilizia pubblica di Muratella,
una parte del quale - è bene ricordarlo -
riguarda i soci assegnatari delle cooperative
che sono nate dalla vicenda della truffa
relativa alla Coop Casa Lazio.
E’ stato sollevato in maniera organizzata,
pacifica, unitaria, democratica e anche
convinta - come serve per portare a termine
le battaglie - il fatto di non procedere con la
previsione di un rottamatore importantissimo,
enorme, con un progetto di oltre 20 ettari di
capannoni industriali, anche con trattamento
di rifiuti speciali, in un’area definita “area
contigua” del parco - che oggi, con questo
provvedimento noi inseriamo nel perimetro
del parco, sulla base anche di un
emendamento accolto dalla Commissione
presieduta dal collega Bucci - significa anche
avere lungimiranza come classe politica.
Su questa vicenda si è espresso il Consiglio
comunale di Roma, il Consiglio del
Municipio 15, il Consiglio provinciale e
anche, con una specifica mozione, il
Consiglio regionale.
Oggi è importante prendere atto del fatto
che non si può insediare, sulla base di una
previsione del ‘62 poi venuta avanti per suo
corso, un impianto di questo genere in un
tessuto ambientale delicatissimo e in un
contesto antropico, dove vivono migliaia di
famiglie, e magari, per avvalorare questa tesi,
si presentano cartografie non facendo vedere
gli insediamenti che lì esistono, le case che vi
sono, l’albergo Marriot che nel frattempo è
sorto, ebbene questo dimostra che noi siamo
oggi, con questo provvedimento, coraggiosi e
lungimiranti.
Resta fermo l’impegno, già votato dal
Consiglio regionale, con la mozione
approvata, che noi vogliamo anche trovare
una soluzione definitiva a tutta la questione
dei rottamatori a Roma e quindi anche aprire
un tavolo - e su questo penso che l’assessore
Zaratti nella sua replica potrà prendere anche
un impegno a nome della Giunta - con il
Municipio competente, con il Comune di
Roma che si è espresso in questo senso e con
la Provincia di Roma che si è espressa in
questo senso, per trovare una adeguata sede e
localizzazione per questo impianto produttivo
di rifiuti speciali, proprio perché serve
trovare una soluzione, ma serve anche
tutelare l’ambiente e tutelare la salute della
popolazione, salute che alle volte - vedete la
vicenda di Colleferro, di cui forse dovremmo
parlare in Consiglio -, è messa a rischio da
comportamenti su queste materie che sono,
diciamo così, un po’ troppo leggeri, alle volte
irresponsabili, alle volte al di fuori della
legge.
Quindi ben venga questo provvedimento,
ben venga l’emendamento con cui
allarghiamo il perimetro della Tenuta dei
Massimi, oggi facciamo un’operazione
ambientalista, prepariamoci a un’operazione
anche di rilocalizzazione di questo impianto
laddove è sostenibile, laddove è possibile
pianificarlo non in un contesto come quello
della Muratella.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Maselli. Ne ha facoltà.
MASELLI (FI-Pdl). Signor Presidente, anche
io intervengo per esprimere il voto
favorevole del Gruppo di Forza Italia su
questo provvedimento, abbiamo anche
espresso il voto favorevole per l’inserimento
all’ordine del giorno di questa delibera.
Io vorrei svolgere un intervento molto più
rapido, molto più sintetico dell’intervento
precedente, insomma la storia la conosciamo
tutti quanti, il collega che mi ha preceduto
non so a chi si riferisse, io voglio solo
ricordare una cosa, che quell’area, l’area
dell’Infernaccio, per realizzare questo
rottamatore era stata individuata dalla
Legislatura precedente, quindi diciamo dalla
Giunta Veltroni, tant’è vero che c’è stato un
ordine del giorno in Consiglio comunale di
questa Legislatura che ha espresso parere
contrario, ben venga l’approvazione del
piano di assetto della riserva naturale della
Tenuta dei Massimi, ben venga quindi
l’inserimento di quest’area dove la Giunta
Veltroni aveva individuato il centro di
rottamazione, perché grazie all’inserimento
di quest’area nella riserva naturale della
Tenuta dei Massimi è chiaro che questo evita
qualsiasi rischio di realizzazione di questo
centro, perché avrebbe avuto un forte impatto
ambientale, perché avrebbe penalizzato quel
quartiere, quel territorio dell’Infernaccio,
avrebbe, comunque, sicuramente creato una
serie di problemi sulla mobilità a tutti i
cittadini di quell’area, avrebbe anche -
ricordiamolo questo - sicuramente
“devalorizzato”, se così possiamo dire,
comunque avrebbe penalizzato il valore,
anche, degli immobili di quell’area.
Quindi credo oggi in Consiglio di trovare
un consenso unanime, comunque il Gruppo
di Forza Italia voterà a favore di questa
delibera, non solo perché era importante
inserire quell’area nella Tenuta dei Massimi,
quindi nella riserva naturale della Tenuta dei
Massimi, e così evitiamo questo rischio,
questo pericolo di realizzare un centro di
rottamazione, è chiaro che bisogna
individuare un’altra area, ma un’area, come
dire, idonea, questa sicuramente non era
un’area idonea.
Ben venga il piano di assetto, e senza
alcuna polemica - il collega Fontana sa
meglio di me quanto siano importanti i piani
di assetto - e senza nessuna critica voglio dire
che la vicenda del “rottamazione sì,
rottamazione no” ha sicuramente accelerato
l’approvazione definitiva del piano di assetto.
Va bene, l’importante è l’approvazione, però
siccome i piani di assetto sono degli
strumenti fondamentali per i parchi e per le
aree naturali protette, facciamo in modo di
approvarli tutti quelli che ancora non sono
stati approvati e non aspettare magari uno
stimolo o comunque una problematica per
poi velocizzare.
Questo lo dico senza alcuna polemica, ma
siccome so il ritardo cronico, che non
riguarda solo questa Legislatura, lo voglio
dire, non riguarda solo il governo Marrazzo,
ma riguarda anche i governi precedenti, però,
ecco, su questo diamoci un po’ tutti quanti,
come dire, una scossa e vediamo di arrivare
al più presto affinché i parchi e le aree
naturali si dotino di questi strumenti
necessari, perché altrimenti, senza questi
strumenti, senza i piani di assetto, queste
diventano delle aree congelate, bloccate.
Chiudo il mio intervento, Presidente,
ricordando il sostegno e il voto favorevole su
questa delibera.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Fontana. Ne ha facoltà.
FONTANA (S-MpS,V,SD). Signor
Presidente, rapidamente, credo che oggi
stiamo, nel piccolo - per carità non bisogna
mai enfatizzare -, però condividendo una
pagina di buona politica e di buona
amministrazione. Buona politica non soltanto
perché approviamo il piano di assetto di una
riserva di grande valore, buona politica
perché abbiamo saputo ascoltare le ragioni
dei cittadini, lo ricordava il collega Carapella,
abbiamo fatto tesoro di queste ragioni e le
abbiamo trasformate in modifiche a
provvedimenti legislativi, buona politica per
quanto riguarda il ruolo fondamentale che
queste aree protette hanno in particolare nel
tessuto urbano, in questo agro romano, io
ringrazio il collega Carapella e il Presidente
della Commissione Mario Perilli, che ha
deciso oggi di firmare la proposta di legge
sull’Agro romano, e sono convinto che
questo Consiglio avrà tempo e modo di
discuterla e approvarla rapidamente, perché
abbiamo colto una valenza anche sociale ed
economica, non soltanto ambientale, delle
aree che tuteliamo.
Ma anche buona amministrazione. Buona
amministrazione perché ci dotiamo, e
l’assessore Zaratti lo ha ricordato, ci stiamo
dotando di strumenti che consentono
finalmente di dare alle riserve, ai parchi e alle
aree quella consistenza di cui hanno bisogno.
C’è una questione - e su questa concludo,
Presidente - che ritengo altrettanto
importante. C’è un’area del nostro territorio, i
cittadini l’hanno difesa, che viene
salvaguardata, ecco, ci sono altre aree del
territorio che hanno bisogno di risposte
urgenti, mi riferisco alle aree nelle quali sono
attualmente insediati gli impianti di
rottamazione. Quindi è importante che,
accanto all’approvazione di questo piano di
assetto che condividiamo con voto unanime,
ci sia un impegno forte perché a quegli
impianti vengano trovate destinazioni
consone, diverse, perché altri cittadini del
Comune di Roma che vivono in territori in
cui ci sono attività, che non sono più di fatto
compatibili con quei territori, possano trovare
risposte, e perché coloro i quali esercitano
questa attività, quelli che vogliono farla nel
rispetto delle regole, delle leggi, innovando le
tecnologie, modificando i loro cicli
produttivi, abbiano risposte.
Ecco, io credo che con il voto di oggi e con
l’impegno che sono convinto ci sarà da parte
della Giunta, e non soltanto, si debba
affiancare da subito all’approvazione di
questo piano di assetto e di questo risultato
importante che sanciamo oggi altrettanto
impegno perché quell’altra vicenda non
finisca nel dimenticatoio, ma venga
affrontata e risolta - dice bene il collega
Carapella - di concerto tra le istituzioni, come
abbiamo fatto questa. Il piano di assetto della
riserva dei Massimi viene approvato grazie al
concerto delle istituzioni, Comune, Provincia,
Municipio, Regione. Con lo stesso metodo di
concertazione tra le istituzioni, di
responsabilità politica, mi auguro che si
trovino poi risposte concrete a quelle vicende
a cui ho accennato, che riguardano la
situazione degli impianti di rottamazione a
Roma.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Lollobrigida. Ne ha facoltà.
LOLLOBRIGIDA (An-Pdl). Signor
Presidente, colleghi consiglieri, rispetto al
mio intervento iniziale non è che ci sia
moltissimo da aggiungere.
Noi abbiamo un problema che ormai si
perde nella notte dei tempi, dal punto di vista
del succedersi delle amministrazioni, però sui
fatti concreti io apprezzo che oggi ci sia stato
un forte ripensamento sulla vicenda da parte
della Giunta regionale, perché noi ricordiamo
che solo a marzo del 2008 le
Amministrazioni Gasbarra, Veltroni e
Marrazzo sottoscrissero in Conferenza dei
servizi l’approvazione delle opere di
urbanizzazione propedeutiche alla
realizzazione di questo impianto.
Il quindicesimo Municipio - quindi
andiamo al di là del posizionamento politico
di ognuno - in maniera unitaria si oppose a
questa opera che evidentemente confliggeva
con l’attuale antropizzazione dell’area, con il
rispetto e la tutela dell’ambiente. E’ evidente
che oggi noi andiamo ad approvare una
delibera che aiuta il Comune di Roma, la
nuova amministrazione del Comune di
Roma, il Sindaco Alemanno a riparare gli
errori che furono fatti del passato, quindi ad
individuare per la vicenda dei rottamatori un
piano che possa svilupparsi in modo
alternativo a quello che era stato previsto
dalle amministrazioni precedenti. Si va a
porre un tampone che non può che trovare il
nostro sostegno.
Noi avremmo avuto il paradosso che il
Comune di Roma, pur essendosi espresso con
41 voti favorevoli contro questa
realizzazione, avrebbe dovuto aprire un
contenzioso con chi intende realizzare l’opera
con le approvazioni ottenute da Marrazzo,
Veltroni, Gasbarra nell’ultima fase, avrebbe
dovuto proporre un contenzioso che sarebbe
andato a gravare in una quota parte anche sui
cittadini che legittimamente hanno sollevato
il problema, che avrebbero dovuto pagare -
come cittadini del Comune di Roma - i danni
che, invece, in questo modo probabilmente
verranno risparmiati alla collettività, perché
nell’area tutelata è evidente che non può
essere immessa una situazione che è di forte
impatto ambientale.
Quindi noi riteniamo di sostenere questa
azione, seppure venga dopo mesi, noi
sollevammo la questione con
un’interrogazione - forse fummo i primi a
portare questo ragionamento in questo
Consiglio - proprio a seguito di quella
Conferenza dei servizi, sottolineando
l’inadeguatezza dell’azione di realizzazione
del rottamatore all’Infernaccio. Oggi ci
troviamo dopo mesi a discutere di questo
problema, benché in ritardo, ovviamente
sosteniamo questo tipo di azione non solo e
non tanto perché i cittadini stanno qui
nuovamente, perché sono venuti in
Commissione a relazionare su questo
problema, ma perché è un’emergenza chiara
quella dell’impiantistica sul Comune di
Roma che va affrontata in modo organico,
organizzato, però cercando di piegare anche i
tempi della burocrazia a quelle che sono le
reali esigenze del territorio, quindi con una
valutazione attenta dei disagi che vengono
apportati alla collettività e non invece in
termini burocratici al contrario, siccome si è
stabilito così, quello che è successo sul
territorio ignoriamolo e andiamo avanti in
nome di una logica che è distorsiva, se non
altro, della buona amministrazione!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Bucci. Ne ha facoltà.
BUCCI (Idv). Signor Presidente, intervengo
brevemente per dire alcune cose su una storia
che conosciamo tutti quanti, che si sta per
concludere finalmente e si sta scrivendo una
bella pagina in questa Regione.
E’ una storia che ha visto momenti alterni
in quest’Aula con decisioni che sono state
portate avanti però in maniera molto celere,
infatti un ringraziamento lo faccio a tutti i
membri della Commissione perché nel giro di
pochissimo abbiamo fatto audizioni e siamo
riusciti ad andare avanti.
Quindi esprimo il voto favorevole di Italia
dei valori su un piano d’assetto che viene da
una concertazione che abbiamo vissuto tutti
quanti e abbiamo visto come la concertazione
tra le varie parti sociali, tra le istituzioni,
porti a scrivere quella che oggi sarà una bella
pagina. Ribadisco il voto favorevole di Italia
dei valori.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Zaratti. Ne ha facoltà.
ZARATTI, Assessore. Signor Presidente,
siccome il dibattito è stato interessante
volevo semplicemente concludere questa
discussione intanto affermando un punto, non
stiamo discutendo i piani di assetto dei parchi
regionali sulla spinta di chissà quali
mobilitazioni, in verità devo dire
sinceramente al collega Maselli che forse lui
non se n’è accorto, ma negli ultimi mesi
abbiamo approvato 4 o 5 piani di assetto.
Quindi so bene che questa vicenda dei piani
di assetto è un elemento importante e
fondamentale per garantire un rapporto giusto
tra il territorio e le aree protette, tra i cittadini
e le aree protette. Quindi questo è un punto
fondamentale ed importante ed è un salto di
qualità anche per la nostra rete regionale sulle
aree protette.
So benissimo che per anni, anni e anni
questi piani di assetto non sono stati
realizzati. Ora, il fatto che finalmente
riusciamo a portarli in Aula e approvarli non
venga sottolineato nel modo giusto, è una
cosa che secondo me deve essere corretta nel
nostro dibattito.
Vorrei fare anche presente che
l’emendamento che ha inserito l’Infernaccio
all’interno del perimetro definitivo della
Tenuta dei Massimi è un emendamento della
Giunta regionale. La maggioranza di questo
Consiglio, la cui espressione maggiore è
appunto la Giunta regionale, ha presentato un
emendamento convinto per inserire
l’Infernaccio all’interno della riserva naturale
Tenuta dei Massimi.
Ora, io sono assolutamente contento e
convinto che quando c’è un’unità di
convinzioni da parte di tutti, maggioranza e
opposizione, destra e sinistra, le cose si fanno
meglio e si fanno più velocemente, di questo
ne sono assolutamente contento. Sul
problema dei rottamatori, risolto
definitivamente il problema dell’Infernaccio,
accolgo la richiesta fatta dal collega
Carapella di aprire un tavolo per rendere
fruibile quell’area ai cittadini perché noi non
ci dobbiamo limitare a dire che l’Infernaccio
viene inserito all’interno del parco della
Tenuta dei Massimi, non dobbiamo
semplicemente tutelare e conservare quel
territorio, dobbiamo fare in modo che quel
territorio sia utilizzato dai cittadini, sia fruito
dei cittadini. Su questo chiamiamo le
amministrazioni comunali, come il Comune
di Roma che, come dicono i nostri colleghi, è
tanto attento alla questione, a partecipare con
noi per fare in modo che l’Infernaccio diventi
una vera ricchezza e sia una struttura che
possa essere fruita dai cittadini.
Ecco, questa è le ricostruzione, rimane
aperto il problema dei rottamatori in altre
zone della città, lo diceva il collega Fontana e
io sono d’accordo, non è possibile che per
esempio se noi camminiamo lungo l’asse
della Palmiro Togliatti troviamo, in zona
sostanzialmente semicentrale, territori
occupati da rottamatori quando quello
potrebbe essere un altro polmone verde a
servizio della città.
Noi chiediamo fermamente al Comune di
Roma di mettere in atto un processo di
delocalizzazione di queste strutture in zone
che ovviamente non siano in contraddizione
con la gestione e la qualità della vita che noi
dobbiamo tutelare nei nostri quartieri.
Questo credo che sia un passo in avanti
notevole, il fatto che oggi la Giunta regionale
nel suo complesso convintamente e
fermamente ha voluto salvare
definitivamente l’Infernaccio credo che sia
un elemento molto importante.
Ringrazio i colleghi che hanno partecipato
a questo dibattito e che ci hanno permesso
oggi di raggiungere questo obiettivo che,
secondo me, per quel quadrante della città è
un successo storico.
Grazie.
Votazione
PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di deliberazione n. 71 del 29 agosto 2008.
(Il Consiglio approva all’unanimità)
I cittadini stanno facendo un applauso, siamo contenti, vi salutiamo, ci piacerebbe che restaste qua a sentire anche il resto degli interessi della Regione, però buona giornata.
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