Comitato Cittadino contro il Rottamatore Infernaccio

Tuteliamo lambiente ed il territorio, chiediamo la delocalizzazione del progetto

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Pagina Iniziale Informazioni Atti politici e delle amministrazioni Regione Testo della seduta del Consiglio Regionale del Lazio n.126

Testo della seduta del Consiglio Regionale del Lazio n.126

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Riportiamo il testo estratto dal resoconto stenografico della seduta del Consiglio Regionale del Lazio n.126 dall' 11 Marzo 2009, seduta nella quale è stata approvata all'unanimità l'approvazione del piano della riserva naturale Tenuta dei Massimi che include la collina dell'Infernaccio, sito dove dovrebbe essere costruito l'impianto di rottamazione.

Nel testo sono presenti le dichiarazioni (in ordine cronologico) di Zaratti, Carapella, Maselli, Fontana, Lollobrigida, Bucci


Proposta di deliberazione consiliare n. 71 del giorno 29 agosto 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 593 del giorno 1 agosto 2008, concernente: Approvazione del piano della riserva naturale della Tenuta dei Massimi di cui all’art. 26 della L.R. 6 ottobre 1997, n. 29 “Norme in materia di aree naturali protette regionali” e successive modifiche e integrazioni

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Discussione

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 38, reca: Proposta di deliberazione consiliare n. 71 del giorno 29 agosto 2008, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 593 del giorno 1 agosto 2008, concernente: “Approvazione del piano della riserva naturale della Tenuta dei Massimi di cui all’art. 26 della L.R. 6 ottobre 1997, n. 29 “Norme in materia di aree naturali protette regionali” e successive modifiche e integrazioni”.
Il punto in oggetto viene trattato come primo punto all’ordine del giorno. La troverete a pagina 68 del fascicolo aggiuntivo.
Devo comunicare all’Aula che rinviamo la risposta alle interrogazioni del collega Pallone. In sua assenza dovrebbero decadere, però ieri ha informato il Presidente di una sua necessità impellente personale, per cui le rinvieremo alla prossima seduta. L’assessore Zaratti introdurrà il punto 00- quater all’ordine del giorno.
Ha chiesto di parlare l’assessore Zaratti. Ne ha facoltà.

ZARATTI, Assessore. Signor Presidente, intanto ringrazio i colleghi che hanno chiesto l’anticipazione del punto relativo all’approvazione del piano di assetto della Tenuta dei Massimi. Faccio presente che questo è uno dei molti piani di assetto che stiamo approvando in quest’Aula e che è un elemento molto importante e fortemente innovativo del lavoro del Consiglio regionale. Perché anche in merito alle aree protette stiamo passando dalla fase della istituzione delle aree protette, quindi dei confini e delle norme di salvaguardia, alla fase nella quale si approvano i piani di assetto, che sono sostanzialmente i piani regolatori dei nostri parchi, che determinano il superamento della fase delle norme di salvaguardia e che, invece, vanno ad individuare sul territorio quali sono le cose che sostanzialmente si possono fare e le cose che non si possono assolutamente fare. Questo dà certezza ovviamente della tutela, della salvaguardia e della conservazione di queste aree, perché dà certezza ai cittadini, alle associazioni e a tutti coloro che amano l’ambiente e quei parchi del fatto che queste aree saranno definitivamente conservate, ma contemporaneamente dà anche la certezza agli operatori economici nel territorio nel sapere quali sono le attività che sul territorio si possono intraprendere, quali sono le imprese che si possono mettere in campo e quali sono le iniziative che si possono concretizzare.
Quindi mi pare un elemento molto importante e fondamentale per lo sviluppo economico del nostro territorio.
In questo caso si tratta davvero di sviluppo sostenibile e compatibile con i piani di tutela e di conservazione che stiamo dando alle aree protette.
Tra i molti motivi di interesse che ci sono, oltre alla Tenuta dei Massimi, come tutte le aree che gravitano nella realtà metropolitana della città di Roma, ovviamente c’è anche l’elemento del fatto che il piano di assetto ha la potestà e la possibilità di modificare la perimetrazione definitiva del piano d’assetto. In questo caso inseriamo all’interno del perimetro del parco quella zona dell’Infernaccio, che è una zona tra le più belle di quel particolare territorio, una zona che si è conservata sostanzialmente illesa e sulla quale era prevista la localizzazione di impianti di rottamazione.
La localizzazione di questi impianti di rottamazione era stata realizzata quando in realtà esisteva un altro tessuto urbano in quel territorio, perché intanto la città è cresciuta intorno a quell’appezzamento di terreno, l’Infernaccio, appunto, tanto da circondarlo. Ora, posizionare un intervento di rottamatore all’interno di quel territorio sarebbe assolutamente un omicidio per il territorio stesso, e sarebbe una cosa molto grave anche per i quartieri che intanto sono cresciuti intorno a quell’area, che proprio nell’Infernaccio trovano invece un respiro fondamentale e determinante.
Mi pare che ci sia un’opinione concordante sul fatto che è necessario che i rottamatori trovino altra collocazione nel territorio del Comune di Roma, il Comune di Roma penserà a trovare e a definire quest’area, certo l’area dell’Infernaccio deve essere definitivamente tutelata e salvaguardata, e io credo che questo sia un obiettivo molto importante.
Con l’approvazione del piano di assetto della Tenuta dei Massimi, l’Infernaccio viene inserito all’interno del perimetro del parco della Tenuta dei Massimi. Credo che questo sia un obiettivo molto importante, una cosa significativa che ci fa fare un passo in avanti notevolissimo.
Ovviamente poi dobbiamo fare in modo che l’Infernaccio, quell’area, siano fruite e fruibili da parte dei cittadini, ma, insomma, secondo me stiamo dando una risposta in questo modo importante a quel quadrante della città che ha bisogno di aria, di ossigeno, di verde.
Grazie per l’anticipazione del punto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carapella. Ne ha facoltà.

CARAPELLA (Pd-U). Signor Presidente, vorrei esprimere, a nome mio personale e del gruppo, il voto positivo a questa delibera, una delibera che trovo estremamente importante e significativa.
Devo dire che mi fa molto piacere, è una soddisfazione, assessore Zaratti, perché ho avuto la fortuna di approvare in Commissione consiliare ambiente al Comune, nell’anno in cui ne fui Presidente, il piano di assetto della Tenuta dei Massimi all’atto dell’adozione.
Quindi che si arrivi oggi, dopo un po’ di anni e dopo un lavoro importante che ha fatto la Regione, grazie al lavoro che i suoi uffici, che voglio ringraziare, hanno portato avanti insieme a RomaNatura, all’approvazione definitiva del piano di assetto, è un fatto importante.
La Tenuta dei Massimi rappresenta un pezzo molto bello della campagna romana, rappresenta un residuo dell’agro romano, lo dico anche ai colleghi che come il collega Fontana hanno firmato e messo in campo una proposta di legge - che invito tutti i colleghi che non lo hanno ancora fatto, a sottoscrivere - per la tutela più complessiva dell’agro romano nella sua valenza storico- documentaria, ambientale, economico- produttiva e paesaggistica.
La Tenuta dei Massimi sta dentro già le aree naturali protette, il piano di assetto è un piano importante, ci sono valenze importanti dal punto di vista agricolo, dal punto di vista produttivo, dal punto di vista anche storico- culturale.
Insieme alla Valle dei Casali è un ecosistema in contiguità, che costituisce nel quadrante ovest della città una risposta rispetto anche ad un rischio di perdita di alcune caratteristiche del paesaggio tipico romano.
Dentro questa vicenda, che quindi si conclude positivamente, c’è una discussione che noi facemmo già nel 2001, che è quella di una vecchia previsione del piano regolatore del ‘62, relativa all’area dell’Infernaccio, su cui storicamente, siccome era un’area pubblica ed era destinata a servizi generali, nel corso dei decenni si sono sovrapposte tutte le previsioni, dal cimitero al canile, agli impianti per la rottamazione, eccetera.
Ora, io penso che sia merito dei cittadini che oggi abitano i due quartieri di Muratella, sia il quartiere costruito sulla base della convenzione Alitalia, approvato nel 2000, sia del quartiere di edilizia pubblica di Muratella, una parte del quale - è bene ricordarlo - riguarda i soci assegnatari delle cooperative che sono nate dalla vicenda della truffa relativa alla Coop Casa Lazio.
E’ stato sollevato in maniera organizzata, pacifica, unitaria, democratica e anche convinta - come serve per portare a termine le battaglie - il fatto di non procedere con la previsione di un rottamatore importantissimo, enorme, con un progetto di oltre 20 ettari di capannoni industriali, anche con trattamento di rifiuti speciali, in un’area definita “area contigua” del parco - che oggi, con questo provvedimento noi inseriamo nel perimetro del parco, sulla base anche di un emendamento accolto dalla Commissione presieduta dal collega Bucci - significa anche avere lungimiranza come classe politica. Su questa vicenda si è espresso il Consiglio comunale di Roma, il Consiglio del Municipio 15, il Consiglio provinciale e anche, con una specifica mozione, il Consiglio regionale.
Oggi è importante prendere atto del fatto che non si può insediare, sulla base di una previsione del ‘62 poi venuta avanti per suo corso, un impianto di questo genere in un tessuto ambientale delicatissimo e in un contesto antropico, dove vivono migliaia di famiglie, e magari, per avvalorare questa tesi, si presentano cartografie non facendo vedere gli insediamenti che lì esistono, le case che vi sono, l’albergo Marriot che nel frattempo è sorto, ebbene questo dimostra che noi siamo oggi, con questo provvedimento, coraggiosi e lungimiranti.
Resta fermo l’impegno, già votato dal Consiglio regionale, con la mozione approvata, che noi vogliamo anche trovare una soluzione definitiva a tutta la questione dei rottamatori a Roma e quindi anche aprire un tavolo - e su questo penso che l’assessore Zaratti nella sua replica potrà prendere anche un impegno a nome della Giunta - con il Municipio competente, con il Comune di Roma che si è espresso in questo senso e con la Provincia di Roma che si è espressa in questo senso, per trovare una adeguata sede e localizzazione per questo impianto produttivo di rifiuti speciali, proprio perché serve trovare una soluzione, ma serve anche tutelare l’ambiente e tutelare la salute della popolazione, salute che alle volte - vedete la vicenda di Colleferro, di cui forse dovremmo parlare in Consiglio -, è messa a rischio da comportamenti su queste materie che sono, diciamo così, un po’ troppo leggeri, alle volte irresponsabili, alle volte al di fuori della legge.
Quindi ben venga questo provvedimento, ben venga l’emendamento con cui allarghiamo il perimetro della Tenuta dei Massimi, oggi facciamo un’operazione ambientalista, prepariamoci a un’operazione anche di rilocalizzazione di questo impianto laddove è sostenibile, laddove è possibile pianificarlo non in un contesto come quello della Muratella.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Maselli. Ne ha facoltà.

MASELLI (FI-Pdl). Signor Presidente, anche io intervengo per esprimere il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia su questo provvedimento, abbiamo anche espresso il voto favorevole per l’inserimento all’ordine del giorno di questa delibera. Io vorrei svolgere un intervento molto più rapido, molto più sintetico dell’intervento precedente, insomma la storia la conosciamo tutti quanti, il collega che mi ha preceduto non so a chi si riferisse, io voglio solo ricordare una cosa, che quell’area, l’area dell’Infernaccio, per realizzare questo rottamatore era stata individuata dalla Legislatura precedente, quindi diciamo dalla Giunta Veltroni, tant’è vero che c’è stato un ordine del giorno in Consiglio comunale di questa Legislatura che ha espresso parere contrario, ben venga l’approvazione del piano di assetto della riserva naturale della Tenuta dei Massimi, ben venga quindi l’inserimento di quest’area dove la Giunta Veltroni aveva individuato il centro di rottamazione, perché grazie all’inserimento di quest’area nella riserva naturale della Tenuta dei Massimi è chiaro che questo evita qualsiasi rischio di realizzazione di questo centro, perché avrebbe avuto un forte impatto ambientale, perché avrebbe penalizzato quel quartiere, quel territorio dell’Infernaccio, avrebbe, comunque, sicuramente creato una serie di problemi sulla mobilità a tutti i cittadini di quell’area, avrebbe anche - ricordiamolo questo - sicuramente “devalorizzato”, se così possiamo dire, comunque avrebbe penalizzato il valore, anche, degli immobili di quell’area.
Quindi credo oggi in Consiglio di trovare un consenso unanime, comunque il Gruppo di Forza Italia voterà a favore di questa delibera, non solo perché era importante inserire quell’area nella Tenuta dei Massimi, quindi nella riserva naturale della Tenuta dei Massimi, e così evitiamo questo rischio, questo pericolo di realizzare un centro di rottamazione, è chiaro che bisogna individuare un’altra area, ma un’area, come dire, idonea, questa sicuramente non era un’area idonea.
Ben venga il piano di assetto, e senza alcuna polemica - il collega Fontana sa meglio di me quanto siano importanti i piani di assetto - e senza nessuna critica voglio dire che la vicenda del “rottamazione sì, rottamazione no” ha sicuramente accelerato l’approvazione definitiva del piano di assetto. Va bene, l’importante è l’approvazione, però siccome i piani di assetto sono degli strumenti fondamentali per i parchi e per le aree naturali protette, facciamo in modo di approvarli tutti quelli che ancora non sono stati approvati e non aspettare magari uno stimolo o comunque una problematica per poi velocizzare.
Questo lo dico senza alcuna polemica, ma siccome so il ritardo cronico, che non riguarda solo questa Legislatura, lo voglio dire, non riguarda solo il governo Marrazzo, ma riguarda anche i governi precedenti, però, ecco, su questo diamoci un po’ tutti quanti, come dire, una scossa e vediamo di arrivare al più presto affinché i parchi e le aree naturali si dotino di questi strumenti necessari, perché altrimenti, senza questi strumenti, senza i piani di assetto, queste diventano delle aree congelate, bloccate. Chiudo il mio intervento, Presidente, ricordando il sostegno e il voto favorevole su questa delibera.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Fontana. Ne ha facoltà.

FONTANA (S-MpS,V,SD). Signor Presidente, rapidamente, credo che oggi stiamo, nel piccolo - per carità non bisogna mai enfatizzare -, però condividendo una pagina di buona politica e di buona amministrazione. Buona politica non soltanto perché approviamo il piano di assetto di una riserva di grande valore, buona politica perché abbiamo saputo ascoltare le ragioni dei cittadini, lo ricordava il collega Carapella, abbiamo fatto tesoro di queste ragioni e le abbiamo trasformate in modifiche a provvedimenti legislativi, buona politica per quanto riguarda il ruolo fondamentale che queste aree protette hanno in particolare nel tessuto urbano, in questo agro romano, io ringrazio il collega Carapella e il Presidente della Commissione Mario Perilli, che ha deciso oggi di firmare la proposta di legge sull’Agro romano, e sono convinto che questo Consiglio avrà tempo e modo di discuterla e approvarla rapidamente, perché abbiamo colto una valenza anche sociale ed economica, non soltanto ambientale, delle aree che tuteliamo.
Ma anche buona amministrazione. Buona amministrazione perché ci dotiamo, e l’assessore Zaratti lo ha ricordato, ci stiamo dotando di strumenti che consentono finalmente di dare alle riserve, ai parchi e alle aree quella consistenza di cui hanno bisogno. C’è una questione - e su questa concludo, Presidente - che ritengo altrettanto importante. C’è un’area del nostro territorio, i cittadini l’hanno difesa, che viene salvaguardata, ecco, ci sono altre aree del territorio che hanno bisogno di risposte urgenti, mi riferisco alle aree nelle quali sono attualmente insediati gli impianti di rottamazione. Quindi è importante che, accanto all’approvazione di questo piano di assetto che condividiamo con voto unanime, ci sia un impegno forte perché a quegli impianti vengano trovate destinazioni consone, diverse, perché altri cittadini del Comune di Roma che vivono in territori in cui ci sono attività, che non sono più di fatto compatibili con quei territori, possano trovare risposte, e perché coloro i quali esercitano questa attività, quelli che vogliono farla nel rispetto delle regole, delle leggi, innovando le tecnologie, modificando i loro cicli produttivi, abbiano risposte.
Ecco, io credo che con il voto di oggi e con l’impegno che sono convinto ci sarà da parte della Giunta, e non soltanto, si debba affiancare da subito all’approvazione di questo piano di assetto e di questo risultato importante che sanciamo oggi altrettanto impegno perché quell’altra vicenda non finisca nel dimenticatoio, ma venga affrontata e risolta - dice bene il collega Carapella - di concerto tra le istituzioni, come abbiamo fatto questa. Il piano di assetto della riserva dei Massimi viene approvato grazie al concerto delle istituzioni, Comune, Provincia, Municipio, Regione. Con lo stesso metodo di concertazione tra le istituzioni, di responsabilità politica, mi auguro che si trovino poi risposte concrete a quelle vicende a cui ho accennato, che riguardano la situazione degli impianti di rottamazione a Roma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Lollobrigida. Ne ha facoltà.

LOLLOBRIGIDA (An-Pdl). Signor Presidente, colleghi consiglieri, rispetto al mio intervento iniziale non è che ci sia moltissimo da aggiungere.
Noi abbiamo un problema che ormai si perde nella notte dei tempi, dal punto di vista del succedersi delle amministrazioni, però sui fatti concreti io apprezzo che oggi ci sia stato un forte ripensamento sulla vicenda da parte della Giunta regionale, perché noi ricordiamo che solo a marzo del 2008 le Amministrazioni Gasbarra, Veltroni e Marrazzo sottoscrissero in Conferenza dei servizi l’approvazione delle opere di urbanizzazione propedeutiche alla realizzazione di questo impianto.
Il quindicesimo Municipio - quindi andiamo al di là del posizionamento politico di ognuno - in maniera unitaria si oppose a questa opera che evidentemente confliggeva con l’attuale antropizzazione dell’area, con il rispetto e la tutela dell’ambiente. E’ evidente che oggi noi andiamo ad approvare una delibera che aiuta il Comune di Roma, la nuova amministrazione del Comune di Roma, il Sindaco Alemanno a riparare gli errori che furono fatti del passato, quindi ad individuare per la vicenda dei rottamatori un piano che possa svilupparsi in modo alternativo a quello che era stato previsto dalle amministrazioni precedenti. Si va a porre un tampone che non può che trovare il nostro sostegno.
Noi avremmo avuto il paradosso che il Comune di Roma, pur essendosi espresso con 41 voti favorevoli contro questa realizzazione, avrebbe dovuto aprire un contenzioso con chi intende realizzare l’opera con le approvazioni ottenute da Marrazzo, Veltroni, Gasbarra nell’ultima fase, avrebbe dovuto proporre un contenzioso che sarebbe andato a gravare in una quota parte anche sui cittadini che legittimamente hanno sollevato il problema, che avrebbero dovuto pagare - come cittadini del Comune di Roma - i danni che, invece, in questo modo probabilmente verranno risparmiati alla collettività, perché nell’area tutelata è evidente che non può essere immessa una situazione che è di forte impatto ambientale.
Quindi noi riteniamo di sostenere questa azione, seppure venga dopo mesi, noi sollevammo la questione con un’interrogazione - forse fummo i primi a portare questo ragionamento in questo Consiglio - proprio a seguito di quella Conferenza dei servizi, sottolineando l’inadeguatezza dell’azione di realizzazione del rottamatore all’Infernaccio. Oggi ci troviamo dopo mesi a discutere di questo problema, benché in ritardo, ovviamente sosteniamo questo tipo di azione non solo e non tanto perché i cittadini stanno qui nuovamente, perché sono venuti in Commissione a relazionare su questo problema, ma perché è un’emergenza chiara quella dell’impiantistica sul Comune di Roma che va affrontata in modo organico, organizzato, però cercando di piegare anche i tempi della burocrazia a quelle che sono le reali esigenze del territorio, quindi con una valutazione attenta dei disagi che vengono apportati alla collettività e non invece in termini burocratici al contrario, siccome si è stabilito così, quello che è successo sul territorio ignoriamolo e andiamo avanti in nome di una logica che è distorsiva, se non altro, della buona amministrazione!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Bucci. Ne ha facoltà.

BUCCI (Idv). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire alcune cose su una storia che conosciamo tutti quanti, che si sta per concludere finalmente e si sta scrivendo una bella pagina in questa Regione. E’ una storia che ha visto momenti alterni in quest’Aula con decisioni che sono state portate avanti però in maniera molto celere, infatti un ringraziamento lo faccio a tutti i membri della Commissione perché nel giro di pochissimo abbiamo fatto audizioni e siamo riusciti ad andare avanti.
Quindi esprimo il voto favorevole di Italia dei valori su un piano d’assetto che viene da una concertazione che abbiamo vissuto tutti quanti e abbiamo visto come la concertazione tra le varie parti sociali, tra le istituzioni, porti a scrivere quella che oggi sarà una bella pagina. Ribadisco il voto favorevole di Italia dei valori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Zaratti. Ne ha facoltà.

ZARATTI, Assessore. Signor Presidente, siccome il dibattito è stato interessante volevo semplicemente concludere questa discussione intanto affermando un punto, non stiamo discutendo i piani di assetto dei parchi regionali sulla spinta di chissà quali mobilitazioni, in verità devo dire sinceramente al collega Maselli che forse lui non se n’è accorto, ma negli ultimi mesi abbiamo approvato 4 o 5 piani di assetto. Quindi so bene che questa vicenda dei piani di assetto è un elemento importante e fondamentale per garantire un rapporto giusto tra il territorio e le aree protette, tra i cittadini e le aree protette. Quindi questo è un punto fondamentale ed importante ed è un salto di qualità anche per la nostra rete regionale sulle aree protette.
So benissimo che per anni, anni e anni questi piani di assetto non sono stati realizzati. Ora, il fatto che finalmente riusciamo a portarli in Aula e approvarli non venga sottolineato nel modo giusto, è una cosa che secondo me deve essere corretta nel nostro dibattito.
Vorrei fare anche presente che l’emendamento che ha inserito l’Infernaccio all’interno del perimetro definitivo della Tenuta dei Massimi è un emendamento della Giunta regionale. La maggioranza di questo Consiglio, la cui espressione maggiore è appunto la Giunta regionale, ha presentato un emendamento convinto per inserire l’Infernaccio all’interno della riserva naturale Tenuta dei Massimi.
Ora, io sono assolutamente contento e convinto che quando c’è un’unità di convinzioni da parte di tutti, maggioranza e opposizione, destra e sinistra, le cose si fanno meglio e si fanno più velocemente, di questo ne sono assolutamente contento. Sul problema dei rottamatori, risolto definitivamente il problema dell’Infernaccio, accolgo la richiesta fatta dal collega Carapella di aprire un tavolo per rendere fruibile quell’area ai cittadini perché noi non ci dobbiamo limitare a dire che l’Infernaccio viene inserito all’interno del parco della Tenuta dei Massimi, non dobbiamo semplicemente tutelare e conservare quel territorio, dobbiamo fare in modo che quel territorio sia utilizzato dai cittadini, sia fruito dei cittadini. Su questo chiamiamo le amministrazioni comunali, come il Comune di Roma che, come dicono i nostri colleghi, è tanto attento alla questione, a partecipare con noi per fare in modo che l’Infernaccio diventi una vera ricchezza e sia una struttura che possa essere fruita dai cittadini.
Ecco, questa è le ricostruzione, rimane aperto il problema dei rottamatori in altre zone della città, lo diceva il collega Fontana e io sono d’accordo, non è possibile che per esempio se noi camminiamo lungo l’asse della Palmiro Togliatti troviamo, in zona sostanzialmente semicentrale, territori occupati da rottamatori quando quello potrebbe essere un altro polmone verde a servizio della città.
Noi chiediamo fermamente al Comune di Roma di mettere in atto un processo di delocalizzazione di queste strutture in zone che ovviamente non siano in contraddizione con la gestione e la qualità della vita che noi dobbiamo tutelare nei nostri quartieri. Questo credo che sia un passo in avanti notevole, il fatto che oggi la Giunta regionale nel suo complesso convintamente e fermamente ha voluto salvare definitivamente l’Infernaccio credo che sia un elemento molto importante.
Ringrazio i colleghi che hanno partecipato a questo dibattito e che ci hanno permesso oggi di raggiungere questo obiettivo che, secondo me, per quel quadrante della città è un successo storico.
Grazie.

Votazione

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di deliberazione n. 71 del 29 agosto 2008.

(Il Consiglio approva all’unanimità)

I cittadini stanno facendo un applauso, siamo contenti, vi salutiamo, ci piacerebbe che restaste qua a sentire anche il resto degli interessi della Regione, però buona giornata.

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